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18 marzo 2013 – cronache locali

Rapina in villa, in quattro all’assalto della coppia, La Repubblica Firenze, 18.03.2013,
Nel testo: “I rapinatori, probabilmente dell’Europa dell’Est...”

Rapina in villa, in 4 immobilizzano e derubano coppia nel pisano.Corriere Fiorentino, 18.03.2013,
Nel testo: “…i malviventi a volto coperto, probabilmente dell’Est…”

Criminalità a Roma? Grasso “Mafiosa, straniera e locale“, Repubblica.it, 17.03.2013

Grasso: «A Roma presenti tutte le mafie serve una sicurezza integrata», Il Messaggero, 18.03.2013
Nel testo: “ROMA – «Si diceva che la mafia a Roma non esiste, invece piano piano siamo venuti a scoprire come nella capitale ci siano tutte le criminalità: mafiose, straniere e locali».”

Vuole vicino moglie di 15 anni. Ma il Comune di Vicenza dice no. Un marocchino 31enne sposato con una ragazza a Marakech si è visto rifiutare il ricongiungimento per la giovane età. Corriere Veneto, 18.03.2013

Chiede il ricongiungimento con la moglie 15enne ma il Comune di Vicenza dice no, La Stampa, 17.03.2013
http://www.lastampa.it/2013/03/17/italia/cronache/chiede-ricongiungimento-con-la-moglie-enne-ma-il-comune-di-vicenza-dice-no coAgU5PxN36G6Q3SlMESfJ/pagina.html

Fratellini avvelenati a Naro, niente autopsia sul bambino morto, Il giornale di Sicilia, 16.03.2013
Nel sommario: “Per la Procura di Agrigento non è necessaria l’autopsia su Sebastian Lupescu, 5 anni, il più piccolo dei tre bambini romeni residenti a Naro, morto due giorni fa nel Policlinico di Messina per avvelenamento da pesticida”.
Nel testo: “AGRIGENTO.  Non sarà eseguita l’autopsia su Sebastian Lupescu, 5 anni, il più piccolo dei tre bambini romeni residenti a Naro, morto due giorni fa nel Policlinico di Messina per avvelenamento da pesticida. L’8 marzo scorso era stato ricoverato all’ospedale di Canicattì, assieme a due suoi fratelli, Alexandro, 7 anni, e Inonut, di 10, adesso fuori pericolo… Un nucleo familiare «ben inserito» nel contesto sociale ed economico di Naro. Ben voluti da vicini di casa e nel quartiere. Un quadro complessivo che rende difficili le indagini dei carabinieri. Gli investigatori non escludono che l’obiettivo non fossero i bambini, ma una «punizione» nei confronti di adulti, “.


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